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Sviluppo sostenibile
 

Stili di vita

Errori alimentari ed errate abitudini di vita sono alla base di un dato allarmante che indica come nel mondo un bambino su 10 è in sovrappeso, una percentuale che negli Stati Uniti sale addirittura al 25%. In l’Europa, ogni anno sono circa 400mila i bimbi alle prese con i chili in eccesso.

L’obesità pediatrica è allarmante in quanto evidenze scientifiche riconoscono all’obesità pre-adolescenziale e adolescenziale una forte capacità predittiva dello stato di obesità in età adulta.

  • Anche in Italia l’obesità in età pediatrica è un dato allarmante. I risultati di un'indagine promossa dal Ministero della Salute indicano che all'età di 9 anni il 23,9% dei bambini è in soprappeso ed il 13,6% è obeso.
  • Sempre più donne ricorrono al latte artificiale, nonostante sia appurato che il latte materno è sempre da preferire. Al momento delle dimissioni dall’Ospedale circa 8 donne su 10 allattano al seno ma, già dopo un mese, la percentuale scende al 60%, per attestarsi intorno a poco più del 40% tre mesi dopo. Un dato che ci pone in coda rispetto a molti altri Paesi europei. (fonte XVI Congresso nazionale della Societa' italiana di psicoprofilassi ostetrica 2011).
  • In ogni età abitudini alimentari scorrette e assenza di attività fisica sono i fattori di rischio più importanti per lo sviluppo di malattie non trasmissibili. Una ricerca di Save The Children dimostra che quasi un quinto dei bambini e adolescenti italiani non pratica alcuna attività motoria nel tempo libero e che più di un ragazzo su 4 mangia la frutta solo un paio di volte la settimana o anche meno spesso.
  • Le cattive abitudini alimentari colpiscono prevalentemente persone a basso reddito e ridotta scolarità, in Italia prevalentemente al Sud. L’indagine di Save The Children conferma che la più elevata prevalenza di obesità nelle regioni del sud (16% a Napoli) rispetto al nord (6.9% a Lodi).
  • La malnutrizione degli anziani è causa di gravi malattie degenerative. La malnutrizione per difetto interessa il 5% degli anziani in città e colpisce tra il 20% e il 60% degli ospiti in strutture. E’ denutrito fino a un paziente su due (dal 30 al 50%) di quelli che approdano in ospedale per un ricovero (Società italiana di nutrizione artificiale e metabolismo). La percentuale di anziani obesi in Italia è di circa il 13%, con un picco al 42,7% negli anziani con età compresa tra 65 e 74 anni. (dati Istituto Auxologico Italiano 2010).
  • Le cattive abitudini alimentari sono spesso connesse all’abuso di alcol e di fumo, anche nei giovani e negli anziani. Nel 2009, secondo i dati ISTAT la percentuale dei fumatori è salita al 23% (era 22,2% nel 2008) dopo 5 anni di valori stabili intorno al 22%. L’incremento ha riguardato allo stesso modo sia i maschi che le femmine (nel 2009: maschi 29,5% femmine 17%; nel 2008: maschi 28,6%, femmine 16,3%). Per quanto riguarda l’alcolismo, alcune stime indicano che esso ha raggiunto in Italia nel 2010 per costi sociali la cifra record del 3,5% del Pil. Nel nostro Paese ci sono un milione e mezzo di alcolisti, ma appena 100mila attualmente sono in trattamento terapeutico.